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mercoledì 3 luglio 2013

Cibo italiano nel mondo: "So simple, so yummi!"

Buongiorno italiani (e non)!
Mi sento in dovere di parlare di Italia, nonostante questa parola talvolta mi faccia soffrire, visti i problemi in cui versa il paese ma... rallegriamoci parlando di FOOD che il cibo ci mette tutti di buonumore, e mette allegria anche nel mondo dove chef e amatori di ogni paese si buttano tra i fornelli a preparare succulenti piatti della nostra tradizione, appassionando i palati di milioni di persone! eh si... devo dire che abbiamo una cucina ricca e fantasiosa, siamo ai primi posti per originalità e capacità.
Siccome sono una tossica di "Instagram" e amo postare e taggare  i piatti del ristorante, mi capita spesso di sfogliare le foto degli altri in contenitori di scatti di cucina. Mi sono imbattuta in una serie di piatti della nostra tradizione riprodotti e anche rivisitati da chef di ogni parte del globo terrestre e con molto piacere condivido con Voi la gioia e il da DOLORE di sentirsi qua e ovunque! Si dice che per ogni soddisfazione ci sia una delusione, pertanto leggete e riflettete.
Carrellata......
Questa pasta appartiene ad un utente degli States che fiero fiero del suo piatto aggiunge il tag #love, del resto come non amare 'si tanta arte? Ma soprattutto è un'opera  d'arte sexy del tipo "vedo non vedo" perchè la pasta dov'è??? Forse sotto il r...agù sotto il f...ormaggio? Dioooo ci preservi la vista, voi lo amereste? anzi, lo assaggereste?

Il famoso adorato cappuccino italiano, in versione gelato con cannella! wow!!!!!!!!  (paesi scandinavi) pare che il freddo accenda la fantasia :-)

Ve l'ho sempre detto : la pizza è buona se fa l'effetto gomma fusa,  negli Emirati Arabi lo sanno e la preparano come Dio comanda!:-/

Il vero pesto  lo riconosci perchè è VERDE, quindi possiamo usare qualsiasi ortaggio che ricordi il basilico, e prenderci i nostri meriti, vero cari ristoratori polacchi?   :'(

Ho lasciato questa foto per ultima perchè la trovo STUPENDA! questa pasta, al dente e sapientemente condita, ha meritato un "So simple, so yummi", cioè l'autore si complimenta con se stesso per il suo capolavoro!!!!!

Cosa dire??
Lo sapete che questi capolavori a volte l'ho trovati anche in Italia? Eh si, incredibile ma vero, spesso tra le persone della  nostra generazione (fine anni '70) c'è ancora chi, avendo subito l'onda tsunami della merendina degli anni '80, non ha ben capito come si cucinano i cibi veri e incappa in errori a mio avviso imperdonabili: imperdonabili ma correggibili, mi permetto quindi di stilare un VADEMECUM per l'italiano a casa e nel mondo, giacchè gli stranieri sono irrecuperabili (e giustificati).

VADEMECUM un po' presuntuoso ;-)


LA PASTA
 è uno degli alimenti più "gettonati", è facile da cuocere e si presta a 7000 condimenti! Potete sbizzarrirvi ma è necessario osservare delle regole precise:

prendete una casseruola grande per cuocerla, basta con quei pentolini microscopici che vi obbligano a spezzare gli spaghetti, salate l'acqua e non la pasta, non fatela scuocere, basta leggere il tempo di cottura! Se volete combinare qualcosa di apprezzabile scordatevi i buttare il sugo nella pasta e fare scaldare tutto sulla fiamma, è la pasta che deve saltare nel condimento!


LA PIZZA
Non deve fare i fili lunghi un kilometro, è anche pericoloso deglutirla Per Dio! La vera pizza non è gommosa, come pensano l'americano o il nordeuropeo: piuttosto dovrebbe essere morbida e fragrante. Non azzardatevi a fare una recensione prima che sia la mattina dopo, aspettate di calcolare quanto avete bevuto di notte per valutare la "digeribilità" di una pizza


IL COLORE
La qualità del pesto non si misura dal colore fluo del verde,  il gelato alla crema dev'essere giallo e non bianco (giacchè si spera siano state usate buone uova), la carne cruda è rossa e mai grigia. Se non sei daltonico queste piccole malizie possono servire.

IL FRITTO
Quando friggiamo è bene, oltre ad usare un olio che si presta, buttare i personaggi (carne o verdura o pesce) nell'olio ben bollente e togliere il tutto senza abbassare troppo la fiamma, non è che la fiamma più alta corrisponde ad una frittura più aggressiva, anzi proprio il contrario: il fritto a fuoco lento vi assicura una quantità spropositata di olio che viene assorbito dal cibo e poi ingallato dalle vostre bocche ignare!

Ci sarebbero tante altre cose, frutto di anni e anni di bacchettature da parte della mia famiglia, che ringrazio di cuore per avermi formata, ma non voglio esagerare, quindi beccatevi queste e non fatevi fregare dai falsi nel mondo. Il cibo italiano va cucinato con cura, buon senso e regole, non c'è niente da fare!
Love
Nico

giovedì 6 giugno 2013

Elogio alla "salsa"


Le ho sempre adorate...le salse. Ma solo da pochi mesi mi sono fatta una vera e propria auto-formazione grazie a un libro "sacro" ( non vi dirò mai qual è!!! ne sono gelosissima!) e alla mia innata golosità.

Emulsioni, vinaigrette, coulisse e creme. Se inizi a pensare "in salsa" non riesci più a realizzare i soliti piatti: senza gli "intingoli" è un tavola grigia, insomma mi abbatto, mi sento sola; non che debbano essere usate come se piovesse, ma ditemi un po': cosa sarebbe un arrosto senza la sua cremina vellutata che ti toglie dall'impiccio del liquido che cola nel piatto sopra la fetta di carne? quanta bontà acquista una panna cotta con una fresca coulisse di frutti rossi appena frullati con zucchero e limone? Anche per quanto riguarda l'insalata, difficilmente prepariamo una vinaigrette e semplifichiamo il tutto miscelando olio sale e aceto. Per non parlare di un protagonista del piatto come un formaggio, un salume, affrontato così di petto senza varianti, eh no! Io propongo la "scelta": coloriamo i nostri bocconi, asprigno di qua, dolce di là, avvolgente, dissetante. L'arcobaleno è fatto da 7 colori, e allora usiamoli tutti!

Noi italiani però non sembriamo molto interessati alla salsa, forse è una cosa più "francese". 
Io mi sto "francesizzando" e ci ho ripensato.. voglio condividere con voi il maestro delle salse, lui è Michel Roux e il libro è "Salse" (non sono così antipatica, non vorrei mai lasciarvi  a digiuno di informazioni).Sulla mia mensola in cucina non poteva mancare.

Parlando invece di esperimenti, la mia salsina estiva preferita si chiama "Intingolo fresco della Nico", se siete curiosi leggete:

3 cucchiai di olio di oliva nei quali immergere un trito di: 4 ciuffi di prezzemolo, 3 foglie di basilico, 1 rametto di rosmarino fresco, mezzo cucchiaino di origano, mezzo spicchio di aglio schiacciato ma intero, 3 pomodori pachino a mini cubetti, 2 gocce di aceto balsamico, sale e pepe. Infine un rametto di timo intero. 

con cosa: un bel piatto di riso basmati tiepido, pasta, pesce azzurro al vapore, carne bianca alla griglia. Direi che si adatta bene in tante situazioni. è "dietetico" ed è sfiziosissimo!!!

Quindi... più salse per tutti!!!! :-)



giovedì 23 maggio 2013

L'omelette "perfetta"

Bonjour!
Oggi vi parlo di un piatto a base di uova del quale sono innamorata da qualche anno.
L'omelette, semplice e conosciuta da tutti (o quasi); quante volte ho mangiato una frittatella con questo nome, ma solo il nome eh, perchè alla fin fine era una semplice frittata. E invece la vera omelette, la più buona, l'ho conosciuta in Francia nel 2009 durante un allegro pranzo a Cagne sur la mer (nota cittadina della Provenza). Vacanze estive, una lunga passeggiata nella cittadella a Haute de Cagnes (un delizioso borgo medievale), il mio stato "interessante" e quindi una gran fame. Ci fermammo in un ristorantino sulla piazzetta principale del borgo e lì ordinammo delle omelette provenzali. Buonissimeeee! Lo confesso, ho estrapolato qualche informazione dalla ristoratrice e poi, tornata a casa, ho provato e riprovato a riprodurre esattamente l'omelette così morbida, soffice, spumosa e piena. Finalmente ho raggiunto il mio obbiettivo: l'omelette perfetta (per lo meno per me!).


(se solo avessi conosciuto "Trip Advisor" all'epoca ci avrei lasciato una bella recensione, invece ho soltanto la foto, ma potrebbe esservi utile il nome della Brasserie "Village")

Sono troppo buona e quindi voglio condividere qualche trucchetto con voi:

L'OMELETTE PERFETTA della Nicoletta

 COSA:
1- Sbattere le uova (2 per ogni persona) per almeno 5 minuti con fruste elettriche
2- aggiungere questi  ingredienti fondamentali: 2 cucchiaini di pane grattugiato, un cucchiaio di latte, la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio, sale e parmigiano a piacere.
COME:
3- procurarsi una padella antiaderente 15-18 cm di diametro e ungerla con pochissimo olio: quando è ben ben calda buttare le uova sbattute e tutto il resto e aspettare che la parte superiore sia accorpata ma ancora un tantino cruda (ve ne accorgete perchè la superficie è puntinata con effetto spugna); a quel punto su una delle due ipotetiche metà dell'omelette posate la vostra farcitura, io consiglio stracchino e erbette (trito di quello che più vi aggrada). 
4- Occhio ai tempi, questa è la parte più importante: nonappena avrete messo la farcitura sull'omelette con una spatola piatta chiudete l'omelette a tasca, formando una mezza luna. Da questo momento basterà spegnere il fuoco e coprire, contare fino a 10 e come dicono proprio i francesi "le jeux sont fait".

Questa omelette è tuttora presentata nei piatti del nostro ristorante: chi la gusta sempre l'apprezza ma spesse volte la si "snobba", senza averla assaggiata; per questo credo sia "doveroso"  sconfiggere la convizione che l'omelette sia una frittata come quella che mangiano i più sulla tavola di casa! Provatela così, ne vale la pena, oppure venite da noi che ci penso io!!!

Bon apetit!

venerdì 17 maggio 2013

Battuta di vitello: amore-odio?

La battuta di vitello, pura e semplice, tritata grossolanamente e bagnata con il suo "nage" aromatico di olio d'oliva e aglio, limone, pepe bianco, origano, accompagnata da fresca insalatina iceberg: abbiamo tanti clienti  che ci visitano a pranzo per degustare porzioni doppie di battuta. La carne cruda.. o la si ama o la si odia. Non c'è nemmeno bisogno di metterla tra le primi voci sul menù, nè di parlarne. Chi la adora la chiede a gran voce; se invece la presenti a chi di cruda non vuole saperne ricevi una smorfia e un aggrottamento di sopracciglia quasi a dire "non sono mica un cannibale, io..."
Comunque sia devo essere onesta (e anche modesta): la BATTUTA alla PIEMONTESE di mio zio(Lino) è davvero superlativa. La carne è morbidissima, ovviamente scelta tra le migliori carni della Granda, tritata all'istante, accorpata con passione e bagnata da questo intingolo semplice e leggero. Spesso l'ho mangiata al naturale, accompagnata da interessanti salse ( a volte pesti di olive e salse tartare) ma il gusto sanguigno di questa polpa rossa secondo me deve vivere solo, senza divagazioni sul tema. Ve la sto sviolinando ma merita tutti i sacorsanti complimenti: tacciano coloro i quali  hanno detto no alla "cruda", la provino invece gli altri. E' da urlo!