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mercoledì 22 gennaio 2014

Facebook che passione!

Senza Fb il mondo non sarebbe lo stesso:  le vacanze meno colorate, le foto meno interessanti, il fidanzato meno bello e via discorrendo. Io uso Fb ogni giorno, il balordo si è impossessato delle nostre anime come Satana, lui attira come un numero di EvaTremila, nessuno dice di leggerlo ma se lo vedi sul tavolino del dentista lo desideri come l’acqua nel deserto.E’ un po’ come smettere di fumare, sai che non è normale vivere su fb, ogni volta che prendi il cellulare e vai su FB, ogni volta che aggiorni le notifiche sperando di vedere quel piccoletto rosso con un numerino, ogni volta che nella “home page “ degli amici sta per aprirsi una foto e allora ti fermi e aspetti con ansia di vedere com’è in costume Mario.


I primi sintomi di questa malattia sociale..mi piace nominarli, eccoli:
SBALZI D’UMORE: Amore, cuore, mamma, nonna, rancore e tradimento: un enorme sconfinato pentolone in cui piace pucciare il dito a fine settimana. Abbiamo questo bisogno di condividere continuamente ogni piccolo stato d’animo, dal fastidio al dolore, dal sorriso alla felicità, passando per tutti i colori del tintometro. Io ricordo quando scattava la semplice telefonata all’amica del cuore, che esordiva così “Sara, mi manca, lo chiamo?”- “No, non chiamarlo, resisti, fagliela pagare”. Poi si tornava a piangerci addosso ma avevamo sfogato la nostra paranoia. Ora ogni momento è buono per rendere partecipi “tutti” di quello che facciamo, e non si tratta solo di cuori infranti, bensì anche di pure stronzate come un dito punto da un’ape oppure la lavatrice che fa le bizze.
ABUSO DELLA CITAZIONE: E ora arrivo alla più triste considerazione: l’uso della maledetta citazione. Non importa di chi (artista cantante, pittore, filosofo, antropologo), basta che ci ricordi noi, la nostra condizione di vittime di un amore non corrisposto, un lavoro non trovato, una mamma che si sacrifica per il figlioletto. E’ di un patetico senza senso, chi le posta non sa che gli unici a leggerlo sono dei disperati che proprio per la loro condizione non possono apportare nessun miglioramento o saggio consiglio alla “vittima”. Ma poi, se ci sono tutte queste vittime, i carnefici dove sono? Vorrete mica dirmi che loro non hanno fb? Oppure se ne stanno in silenzio dietro i loro profili, ah! Che vigliacchi!
STRESS, O “MEDIASTRESS”:Vogliamo parlare del post in media stress? Es: “E allora lo prendiamo e via”- Cosa??? Cosa prendiamo? Chi? Ma a che pro metti un post indecifrabile? Stai forse parlando da solo con il tuo alterego? E tutti i 990 amici che rispondono “cosa? Chi? Dillo a me, scrivi in privato, dicci, sfogati, impiccati”.
MAMMA MAMMA MAMMA: Ok, siamo diventate mamme, i primi mesi sono un continuo pensare al bebè, dal mattino alla sera, lo so perché sono mamma anche io, poi però torniamo a prendere confidenza con la donna, la moglie, l’amica, la stronza che c’è in noi e allora si può parlare anche di “altro” con i nostri contatti. Io ho aderito ad un apposito gruppo di mamme, i gruppi sono fatti apposta per riversarci dentro “cose” che parlano solo di ciò che ci interessa: ci si scanna anche! E anche bene! Provateci, ci prenderete gusto!
CURA:Secondo la sottoscritta una condivisione utile e non dannosa allo stomaco di chi legge dovrebbe essere: divertente/provocatoria/informativa/ , una di questo per lo meno. Altrimenti esistono i messaggi privati, il telefono. Giusto? Purtroppo una cura non esiste.

Qualcuno di chiederà se sono davvero così presuntuosa o faccio finta. Un po’ tutte e due. Però ammetto con calore e simpatia che faccio parte anche io di questa “tossicata”. Va così ma è bene conoscere la malattia, aiuta ad accettarla e come dicono molti psicologi, la consapevolezza è la metà della guarigione!

martedì 31 dicembre 2013

As...saggi a fine anno: 6 fondamentali scoperte!

Ebbene siamo arrivati all'ultimo dell'anno. 
Leggo su Fb e Twitter elenchi infiniti di buoni propositi per un anno che verrà e altrettante frecce iraconde scagliate sul muro (di gomma) del 2013, quasi a voler dimenticare i fallimenti nostri e altrui. Siamo tutti ottimisti e anche un po' fatalisti, pare che questo 2014 ci laverà le menti infangate dal nefando '13'. E dire che a me il 13 porta fortuna!
Anyway, io voglio essere positiva, spero che apprezzerete questo rin-tocco di ottimismo in tempi di lupi magri, e mi auguro di farvi sorridere e ben sperare, al di là delle profezie numerologiche, per un futuro prossimo ricco (in tutti i sensi), anche ora, che è ancora il 31.
Ultimamente mi sento più matura, sono giunta infatti a interessanti conclusioni su temi che mi appassionano da un po': la cucina, gli esseri umani e la musica. Ve ne faccio dono, chissà che possano illuminare alcuni  oppure avvicinare chi è già su queste rotte....?



8 FONDAMENTALI SCOPERTE dell'anno '13'


1-I LEGUMI:
Non sono solo piselli e  fagioli: ragazzi aprite bene gli occhi, leggete, frequentate i negozietti degli alimenti sfusi, cimentatevi nella preparazione di quei legumi di cui non avete mai sentito parlare, ad esempio le CICERCHIE, sostituite per una volta le cerchie di amicizie gmail con le ci-cerchie :-), sono legumi vecchi come il mondo, cicciottelli e buonissimi, a seguire le lenticchie non solo a capodanno ma anche in primavera, per dire.. nel favoloso burger di Mario Bianchi (ehehehe, sono una sua fan), e la soia, che non è solo una salsa ma si presenta anche in piccole palline bianche e ci potete fare polpette e sformati.
L'apporto nutrizionale dei legumi equivale alla carne, che invece contiene la "putrescina", scusate ma solo il nome scoraggia. 

2- PANETTONE AI MARRONI:
Nella mia cittadina ho conosciuto un Pastri-Chef davvero unico: oltre ad aver realizzato un "lussuoso"panettone d'oro e diamanti fa un panettone supersonico con i marroni. Io ho la fortuna di essere vicino alla sua pasticceria, http://www.delborgo.it/home.shtml! Altro che panettoni confezionati chimici!!!! Ed è anche simpaticissimo, ciao Dario!

3-CUCINA FRANCESE:
Grazie al grande gastronomo Michel Roux (del quale ho tutti i libri tradotti in italiano) ho intensificato i miei rapporti con la cousine francaise. Evviva: l'omelette alla provenzale (ho già scritto un post su questo, correte a leggere), le salse in tutta la loro versatilità con ogni alimento, gli impasti per le tortine, non esistono solo frolla a la brisè ma anche la pasta sablè e la sucrèe, fragranti e finissime, l'uovo non è solo sodo o al tegamino ma abbiamo almeno 10 modi per prepararlo: barzotto, al forno, strapazzato con latte e panna, altro che il nostro strapazzo in padella antiaderente fatto di uova e sale e basta. Essere italiani in cucina non basta, abbiamo tanto da imparare dalla Francia, raffinata e delicata.

4-LA MALEDUCAZIONE va combattuta con una risata:
Quanti maleducati ho incontrato qui in hotel! Purtroppo esistono, anche loro sono clienti, pagano, si aspettano cortesia e puntualità, anche se da parte loro non si può dire lo stesso. Ho imparato che di fronte ad una richiesta con tono di voce "cavernicolo" e prepotente un bel sorriso smagliante vince su tutto, soprattutto se accompagnato da una smorfietta ingenua degli occhi e a seguire un "scusi, ero distratta, può ripetere gentilmente?". Così li spiazzate quegli stronzoni maledetti che cercano di rovinarti la giornata! La calma è vincente sempre!

5-IL VERO CLIENTE INSIDIOSO non si manifesta subito:
 Se l'arroganza e la pretesa arrivano nel primo momento dell'incontro è matematico che il personaggio sia mosso dalla paura, un po' come avviene nel mondo animale, per istinto quando una creatura offende per difesa. La piccola "gioia" ( il maledetto capriccioso che ne ha subito una appena arriva in reception), ha solo bisogno di essere ascoltato, a volte anche scosso con toni risoluti e chiari, come si fa con i bambini. Se gli fate capire che pretendere non sortisce effetti e lo mettete in riga subito, oppure ridicolizzate il suo momento "critico", vedrete che risultati, quello sarà il cliente più dolce della settimana. Invece, i veri rompiballe sono quelli che in sordina cominciano a lavorare nel profondo, come la talpa sotto i tuoi piedi, tu sai che c'è ma non sai dove, e quindi al secondo giorno questo viene giù in reception e accusa mille rogne, cose che non riesce nemmeno a giustificare, ecco, questo è il caso di un insidioso personaggio irrecuperabile, da ignorare, non salvabile. Piccole malizie del mestiere ;-)

6-JAZZ FOREVER:
Da anni sono un'appasionata del rock, dell'elettronica, del trip-hop ma da un po' di mesi ho attraccato all'isola del jazz, quale genere può accompagnare in modo altrettanto sublime una cena? Nessuno. Il jazz si posa leggero sulle pareti del tuo ristorante, riversa nei vostri bicchieri note qua impercettibili, là stuzzicanti, in un infinito gioco di pause e colori riservati, il jazz ti lascia mangiare, ti rilassa e ti consola. Esperimento fatto, e così abbiamo inaugurato anche le cene "Aromi Musicali", esperienze di commistione tra sapori tipici piemontesi attraversati da striature di "francesità" e "ligurità". Jazz, swing, folk.... che magia mentre la nostra bocca affonda in gusti nuovi e sorprendenti.

Beh... ho finito, per quest'anno è abbastanza. E voi a quali conclusioni siete giunti?

Sorprendetemi, non fate i timidi!
Your Nico

venerdì 22 novembre 2013

Bio-Chic: ma vaffff.......!!!


Ciao lettori, casuali e affezionati da un po’,voglio toccare un tema molto caldo, attualissimo e vivace: l’ingresso trionfale del BIO-CHIC nelle nostre vetrine, virtuali e non, e nelle nostre morbide coscienze.
Pare che improvvisamente tutto sia diventato bio e per questo chic, per salvaguardare l’ambiente, per contribuire a mantenere semplice e pulito un mondo oversfruttato in tutte le risorse, per mantenere linda la nostra coscienza. Sembra che il senso di appartenenza alla comunità di gente informata e aggiornata si alimenti così: abbracciando le tendenze bio che fanno tanto bene al nostro avatar e al portafoglio di chi ci disegna intorno un bel gruzzoletto.
Il ritorno alla natura è rincuorante. Sinceramente sono a favore del riciclo, del ripensamento dell’uso di oggetti persi nel tempo, nel consumo di alimenti sani per il corpo e per la mente; fermo restando che non tutto ciò che splende è necessariamente oro. Temo che tutto questo Bio sia l’ennesimo strumento per creare tendenze redditizie e che molte persone abbocchino senza farsi troppe domande, eppure i quesiti da porci sarebbero semplici: è buono? È bello? È naturale e a km 0? Quindi costa meno?
Sfatiamo certe false credenze e non facciamoci “abbindolare”.

ELENCO BIO-CHICCATE o BIO-CLICCATE:

1-UOVA IN LAVASTOVIGLIE: un team dedito alla salvaguardia dell’ambiente ci consiglia di cuocere i nostri cibi non nel tradizionale forno o in padella antiaderente, NO, possiamo risparmiare energia e tossicità cuocendo in LAVASTOVIGLIE. Lo fareste a cuor leggero? Il pensiero che possa diffondersi uno zolfoso odore di uova nell’ambiente dedicato alle stoviglie vi piace? 
      
MAVVAFFF…..

2-  SCARPE DI PELLE DI ANGURIA: Un’amica mi ha informato circa l’arrivo sul mercato delle scarpe vegane, nello specifico di tratta delle nuove DOCTOR MARTENS: spontaneamente le ho risposto “sono fatte di pelle di anguria?”. No scusate ma era proprio il caso? Abbiamo le pellicce ecologiche, i sacchetti biodegradabili, il cotone organico ma la scarpa vegana mi fa ridere. Non conosco il prezzo ma credo che le Doctor Martens registreranno un discreto rialzo delle vendite.

MAVVAFFF….

3-  GOJI BOY, VERRA’ IL TEMPO DOVE NOI… Qualche mese fa mi sono recata in una bella città emiliana per un evento culturale con mia sorella: abbiamo pernottato in un b&b carino ma molto artefatto, sintonizzato sul canale “tutto naturale, shabby, eco, bio e chi più ne ha più ne metta”, i gestori erano in ansia perché dovevano dimostrare continuamente di aver fatto tutto loro, quindi per colazione budini di castagne bio con granelli di zucchero non trattato con latte rigorosamente di soya cotto in lavastoviglie e fatto asciugare su asciugamano di telo di fogli di riso tipico piemontese essiccato su… bla bla bla…. Ad un certo punto noto delle bacche rinsecchite rosso rubino in una ciotolina, saranno state 10:ciò che rimaneva di una colazione? Ehm no.. la colazione era appena iniziata. Saranno magici? Ne basta uno per sentirsi dei supereroi? Erano i mittici Goji fruits. Pare che siano degli ottimi amici per la salute, antiossidanti e alleati della giovinezza. Peccato che siano cari come il fuoco e quindi vadano centellinati. Molto bio, molto cari, ma farli vedere fa chic…

MAVVAFF….

4-  IL “SOCIAL” HOME MADE: Negli anni ’80 i nostri genitori avevano le competenze per rammendare, cucinare, smacchiare. Eppure il mercato, grande blob fluido letale, li ha convinti a far entrare in casa nutelloidi, brioscine, video games vari e additivi fenomenali per la lavatrice, a impatto mortale per l’ambiente. Siamo cresciuti con poche nozioni, insomma non è stato così per tutti, ma noto che molti miei coetanei faticano a concepire l’uso della casseruola alta per cuocere gli spaghetti e non sanno cos’è un ditale. Eppure i social pullulano di post in cui tutti si cimentano nella realizzazione di complicatissimi artefatti, e ricette superarcimegabio che nemmeno le nostre nonne conoscevano, quindi pane raffermo rinvigorito e cotto al mattone, i tanto famosi pannolini lavabili (per favore, li usate una settimana e poi vi viene una crisi isterica), saponi fatti in casa appiccicosi e bruttissimi ma fotografati su un tagliere grezzo grezzo molto chic. Fa figo? Molto, soprattutto se Instagram ti permette di usare i magici filtri “vintage”. Non siamo capaci di manipolare le materie grezze, e se anche lo fossimo comunque bisogna ammettere che ciò che spinge a  farlo è il regalo o la condivisione su fb o chi per esso. Bisogna solo essere onesti.
Qui l’insulto è fuori luogo, siamo vittime di questa tendenza.
5-  TORTA SENZA TORTA : Miliardi di libri pubblicati sulla cucina vegana, senza grassi, tutto soia, tibetana e non. Vorrei proprio sapere quanto spendiamo per avere nella nostra libreria gli innumerevoli libri su ricette, qua buone e là farlocche. Le vedi..queste case in cui i libri parlano lingue  “strane”: cucinare con l’erba gatta, per dire. Nessuno sa cucinare i piatti tradizionali come Dio comanda, però compriamo il manuale della Zia Nabilia nata in Messico e trapiantata in Alaska per mangiare il pesce crudo che tra l’altro non arriva nemmeno dall’Italia. La cosa pazzesca è leggere queste ricette gettonatissime, scritte con esaltazione da occhi fuori dalla testa “Torta di frutta secca senza uova, senza latte, senza burro..” Scusate ma la torta c’è? Oppure faccio la fine di Alice nel paese delle meraviglie nella psichedelica merenda del cappellaio matto (non bevve mai il the)?

MAVVAFF….

La cosa più chic è leggere e magari farvi una risata portatrice di nuove consapevolezze.

La Nicoletta vi vuole bene!

martedì 5 novembre 2013

GALATEO, quello sconosciuto: 5 preziosi consigli che fanno la differenza

Ciao a tutti, tornata!!!
Non ho scritto molto ma ho tanto osservato, ho letto, cucinato, servito e discusso circa il mio adorato cibo.
Vorrei parlarvi di galateo, di quel "buon" comportamento sociale che sarebbe tanto bello non perdere a tavola o comunque negli spazi condivisi con la gente come noi. Sono stata abituata a quelle regole fondamentali che contraddistinguono l'uomo dalla bestia fin da quando ero piccina picciò. Ringrazio mia mamma e mio zio per essere stati  tenaci e  intransigenti durante i pasti.
 Non è facile "risistemare" il tutto quando siamo adulti, quando le nostre abitudini sono ormai  incollate nel nostro cervello, nel reparto "manuale base del modus mangiandi". C'è chi non ha studiato o ancor peggio chi non ha comprato il libro: mooolto male! Parliamo di vita sociale e quindi rapporti interpersonali: una signorina al primo appuntamento con un uomo galante o un futuro im-probabile assunto a pranzo con un datore di lavoro prossimo alla valutazione. Voi non potete fare la figura del cagnaccio che non sa usare le posate o cose del genere. Io, con un tocco di piccante presunzione, mi avvalgo delle regole del galateo universalmente condiviso e riscrivo un sintetico ma corposo elenco di regole base per  uscirne vincitori a tavola e non rischiare per lo meno un'orrenda figuraccia.

1- NON PROVOCATE RUMORI MOLESTI: non siate chiassosi, parlando ad alta voce soprattutto se siete soprani (per la donna) e bassi (per l'uomo), oppure spostando con forza le sedie per prendere posto.: dareste l'idea dell'invadenza anche se siete rispettosi dello spazio altrui. Il visitatore ideale del ristorante dovrebbe spostarsi nella sala evitando che i presenti si girino per vedere chi è arrivato, oppure, ancor peggio, che qualcuno alzi la voce con i suoi commensali per farsi ascoltare.

2-LA PREVARICAZIONE MASCHILE: quant'è brutto vedere una coppietta il cui  l'uomo cerca di decidere tutto, il vino, il menù e soprattutto che parte per primo a ordinare il menù, un po' di galanteria.... su! Consultate la vostra lei e se volete stupirla decidete pure il vino ma anticipatamente!

3-USO E NON ABUSO DELLE POSATE: Su questo sono proprio rigida eh? Vedo ancora tanta gente che usa il cucchiaio per arrotolare lo spaghetto e per finire porta la bocca al boccone e non viceversa. Siamo nel "paese dello spaghetto" e non sapete mangiare gli spaghetti? Eh no! Inconcepibile! Io l'ho imparato a 5 anni! Siete ancora in tempo, anche se sarà difficile ottenere una performance perfetta. 
Piccolo sotto punto :
3.1 USO DEL COLTELLO: non si strappa la carne per farne brandelli, la lama deve fendere la carne con la mano destra con un'impugnatura delicata, e si taglia la bistecca a piccoli passi, non a mò di samurai in 8 secondi lasciando nel piatto un pastone adatto a vostro figlio di 7 mesi.

4-RINFORZI VOLGARI SUI PIATTI: Se ordinate un piatto lo fate perchè vi ha convinti dal menù, giusto? Se il cuoco ha preparato quello stesso piatto, presumiamo, ce lo auguriamo, ce lo aspettiamo, che sia composto delle cose giuste, nè più nè meno,e  allora non partite all'impazzata a cercare pepe, peperoncino, formaggi grattugiati, oli aromatici e quant'altro per arricchire la portata. L'unica cosa che fareste sarebbe rovinare quel povero piatto con un melting-pot di ingredienti buttati a caso come farebbe un bambino nel suo primo budino (di fango). Fidatevi e fatevi affascinare dall'opera preparata apposta per voi!

5-I TIRCHI non vadano al ristorante: evitate le scene pietose in cui sperate che l'altro paghi mentre tergiversate in panne vicino alla cassa. Purtroppo ho visto spesso chi ha cercato una toilette prima di pagare, chi riceve una telefonata mentre il gestore formula il conto. Per evitare simili figuracce da omini stabilite subito se volete pagare "alla romana" oppure tacete e pagate senza indugiare.

Qualcuno si sarà sentito preso in castagna, qualcun'altro riderà. Perdonate la mia rigidità ma sono cresciuta in un ristorante, deformata....ma informata!!!

Chi vuole portarmi a cena? ;-)






martedì 24 settembre 2013

5 gratuiti minuti di sfogo

Voi
Capita di volersi sfogare, senza freni. Bene: indosso i panni di  Begbie di Trainspotting poco prima della rissa e.....
Pronti a tutto pur di guadagnarci 50 eurotti in più. Scusate cari visitatori ma oggi ho le palle girate: ho l’impressione che la “nevrosi dei soldini” stia coprendo ogni cosa, fermo restando che non vogliamo affaticarci ulteriormente per ottenere quel “di più” che fino a ieri era dato, o facilmente raggiungibile. Quindi pronti a tutto o quasi, pronti a trattarci come merce di scambio, pronti a “lumarci” fino alla nausea, sfruttando presunte amicizie, mentendo spudoratamente agli altri ( e anche a noi stessi) ma mai pronti a un minimo di vero sacrificio. Chi lavora sa di cosa sto parlando, e gli altri aprano gli occhi.
Parto quasi in media-stress perchè voglio cavalcare questa rara onda di negatività, la voglio surfare con decisione, amo le emozioni forti!!!!
Dicevamo?
Il paese in ginocchio, una popolazione sconfortata, la precarietà che come un cancro ci toglie vitalità bla bla bla….. sono anni che mastichiamo queste frasi, ma tutto sommato viviamo anche in un paese che adora piangere miseria e lamentarsi di tutto, dall’unghia spezzata al fallimento lavorativo, quindi non sai mai quanto ci crediamo a quello che si dice.
Respiro nervosisimo “sordo” (le figure retoriche fanno figo sempre)
Quello che vorrei dire è che probabilmente dovremmo prendere consapevolezza dei comportamenti "stonati" che sono sicuramente più gravi dei reali problemi economici, la crisi passerà ma il "non sapersi comportare" è irreversibile. Nel relazionarmi con  persone che gestiscono commerciali svariate spesse volte ho avuto dei capogiri nel sentire che anche laddove ci sarebbe stata la possibilità di guadagnare (con me) ha prevalso lo scazzo, la noia, quasi l’apatia, condizione che in alcuni casi mi ha scoraggiata nell’acquisto.
Quindi ristoranti che non rispondono al telefono, servizio cafone al tavolo perché si pensa che tanto se non ci sei tu ci sarà un altro cliente (quindi in culo alla fidelizzazione), la mancanza di saluto all’uscita dal negozio di abbigliamento, visto che l’entrata è libera e non hai comprato niente.
Ma la più bella è certamente questa: il commerciale che fa la scenata isterica perché non si conclude un contratto.  Tutto questo a me è successo nel giro di pochi giorni!
Quindi in uno stato di incoerenza totale siamo ossessionati dai soldi che non bastano mai ma vogliamo vincere facile, crisi o no, noi siamo così. E chi ne fa le spese? il rispetto del piccolo umano che c'è in ognuno di noi. La relazione non mi conviene quindi tanti saluti.
Ma siamo diventati pazzi? Ma dei rapporti umani, di quel minimo di empatia, di quegli scambi umani senza un fine ce ne frega ancora qualcosa? Siamo diventati così forti ed “emotivamente autarchici” da voler fare a meno degli altri? E’ questo che siamo? Capita anche voi di sentirvi diffidenti di fronte alla gentilezza altrui?

Oggi voglio incazzarmi e anche essere un po’ scontata. Spero che anche a voi pesi questa condizione o anche solo il timore che i rapporti umani si siano un po' svuotati,  altrimenti significa che sono io la depressa, e forse anche un po' sorda.......

Fortunatamente noi del sagittario ci deprimiamo solo qualche minuto e poi torniamo a sorridere!! :-)

venerdì 21 giugno 2013

Al ristorante: vizi e virtù dei miei clienti

Buongiorno! 
Vi ho confidato quali sono i "modi" di fare colazione dei clienti ma abbiamo trascurato la "gente del pranzo"; sarebbe un gran peccato non spendere qualche parola su di loro e sulle dinamiche ad essi connesse! So che siete curiosissimi.....
Innanzitutto dovete sapere che i clienti si suddividono in due grandi gruppi: gli inguaribili abitudinari e gli smaniosi di novità.
 Posto che tra l'una e l'altra opzione ci sono vie di mezzo ampiamente scelte, affrontiamo quelle estreme, che tanto ci piacciono. Partendo dagli affezionati alla routine, pensate che ho clienti che sarebbero disposti a perdere un braccio pur di occupare un tavolo ben preciso, beh il tavolo è quello nella foto: chissà cos'ha quel posto di speciale?? Noi lo chiamiamo 2F, secondo tavolo vicino alla finestra, è il sogno erotico dei visitatori singoli di sesso maschile e se lo occupano una volta, per le successive lo reclamano a gran voce, misteri...C'è un cliente che da anni frequenta il ristorante 4 volte a settimana prendendo sempre lo stesso menù (che per ovvi motivi non riporto). Il menù lo consulta ma alla fine mi guarda sornione e sussurra "anche oggi....".Beh, non avevo dubbi!
 Poi ci sono gli abitudinari cronici che vogliono mangiare come a casa, quindi ti fanno le richieste antipatiche del tipo "pasta in bianco molto cotta e bistecca al sangue con insalata tagliata fine e pomodori non pachini con aceto di mele e pane bocconcino". Già che ci siamo potresti portarti anche la tovaglia da casa, che dici?
Al lato opposto invece sfoggiano tutta la loro creatività gli smaniosi di novità, coloro i quali fanno 800 domande su ogni piatto, scandagliando con cura anche uno spaghetto al ragù, la lettura del menù è lentissima e  l'ordine subisce moltissime variazioni. Devo dire però che danno tanta soddisfazione perchè ti accorgi della loro buona volontà di assaggiare cose nuove, di cimentarsi nell'assaggio di abbinamenti non classici, e talvolta di proporre altre cose, "customizzando" i piatti. Sempre che non ti chiedano di trasformare l'intrasformabile: ieri mi è capitato di proporre il "saccottino di vitello farcito con prosciutto e bietoline" e sentire la richiesta "potresti portarmelo senza bietole?" Siamo viziatelli eh? ;-)Comunque questi "creativi" mangiano con attenzione, esprimono criticità, buone e anche no, e apprezzo assai. Per contro è frustrante quando alla domanda "le piaceva?", "è' tutto a posto?" la risposta è un "si" accennato intorno a uno sguardo vuoto. Preferisco un bel NO, magari possiamo parlarne .C'è ancora una sottocategoria che proprio non riesco a comprendere: gli "Impassibili", quelli che non godono quando mangiano: come ho già detto non riesco a immaginare che si possa mangiare a cuor leggero senza fermarsi un attimo a pensare al cibo, eppure c'è chi evidentemente mette "roba" nello stomaco senza farsi troppi pensieri (o seghe mentali). Trangugiano il contenuto di un piatto e il loro "cuoricino" non prova emozioni.  Mi è capitato più volte che il cliente non fosse capace di scegliere il suo pranzo e dicesse. "Signorina, fa lo stesso, porti quello che c'è". E' agghiacciante!!!!
Non per tutti mangiare è un piacere, solo mi chiedo perchè andare al ristorante... Non troverò mai risposta a tutte queste domande e nel frattempo mi godo i miei creativi, ai quali proporre le nostre ricettine. Concludo pubblicando l'immagine di una "creazione manuale" che mette d'accordo tutti, il noto "rovesciamento dell'anello di plastica dell'acqua minerale", chi di voi lo riconosce? Ma soprattutto perchè lo fanno tutti (o quasi)? La vita è misteriosa.
Dalla terra dei golosi per oggi è tutto! Ciao! :-*





                                                               

giovedì 13 giugno 2013

Caro cameriere, ecco il tuo "pentalogo"

Fresca fresca di una serata poco soddisfacente in un ristorante, opero la mia inversione di campo e vi posto  il tanto atteso "Pentalogo del buon cameriere". Devo dire che sono una grande spaccamarroni sui ristoranti: io amo mangiar bene, ho una buona conoscenza dei cibi, una vera passione  per i piatti tipici, e se qualcosa va storto ci rimango piuttosto male. Io sono una di quelle che se mi parli di qualcosa che non sia il cibo mentre sto per degustare la prima portata  ti detesto! Mangiare è come ascoltare musica, ti siedi, ti rilassi ma rimani "sul pezzo", diventi un tutt'uno con l'azione che stai compiendo, attivi ogni ricettore per godere appieno di quello che "arriva", e questo vale per tutti i 5 sensi.
Ma, multinsensorialità a parte, ecco per voi tutto quello che secondo me non dovrebbe succedere quando passiamo una serata al ristorante.


PENTALOGO DEL BUON CAMERIERE 

1-LA CARTA! LA CARTA! 
Dopo la prima accoglienza la fase menù è importantissima: no alle letture a voce di un'infinita serie di piatti. Se il cameriere vuole sperticarsi a descrivere i piatti, romanzandoli e specificando curiosi dettagli sui cibi,è sicuramente un punto a suo favore, ma se la lettura dev'essere una poesia a memoria senza enfasi, magari con voce bassa e "mononota", è da evitare, crea confusione e mi viene voglia di scegliere l'ultimo piatto detto per evitare di perdere altri 5 minuti a rileggere da capo. Una bella carta risolve il problema e almeno noi clienti possiamo avere  un'idea sul prezzo.

2- L'ISOLA CHE NON C'E'
Non illudeteci sui piatti che compaiono sul menù e che in realtà non ci sono. Preferisco una crocetta a penna Bic oppure la specifica a voce subito. Sono particolarmente sfortunata e di sicuro sceglierei le uniche 3 cose che quel giorno sono assenti!

3-PIATTI IN DIFFERITA
A tutti noi piace mangiare un secondo con il suo contorno vero? Beh... e se il contorno arriva in ritardo? E quando si è in due a tavola e arrivano il tuo secondo con il contorno dell'altro e dopo 5 minuti gli altri due accompagnamenti? Ecco, questo non deve succedere perchè mi rovino il momento! Non si può partire dalla cucina con dei pezzi mancanti!

4-SCUSI.....
Non so a voi ma mi è successo di voler chiamare il cameriere e venire ignorati: iniziamo ricercando il suo sguardo, poi un cenno con la mano, a quel punto l'attenzione ce la meritiamo, e invece a volte il cameriere diventa stranamente frettoloso, quando passa "dalle tue parti" ha sempre la testa bassa e i passi sono più veloci. Caro cameriere non aspettare che il cliente si alzi per venire da te, è la cosa più fastidiosa che possa succedere.

5- CAFFE' ARRABBIATO
Avete mai notata la "descalation" della cura del cliente dall'antipasto al dolce? All'inizio c'è una grande attenzione alla posa del piatto, magari due parole sul contenuto, poi la cena procede e già nella spiegazione dei dolci noti una certa fretta, per non parlare del caffè che vorresti bere subito dopo il dolce e invece a volte arriva tardi. Il caffè, povero, è quello che ne fa le spese in questi casi: appoggiato sul tavolo con poca cura. E invece anche il lui vuole la sua parte; ho sempre apprezzato il gesto di una pizzeria vicino a casa che in chiusura ti porta due mini dolcini secchi con il caffè, è un piccolo dettaglio che fa la differenza, è come lasciare un bigliettino da visita, come a dire che non hanno fretta di liberare il tavolo.

Ovviamente tutto questo raramente succede nei ristoranti di super lusso, mi pare inutile dirlo. Ma un buon cameriere, ancor di più un buon ristoratore dovrebbe evitare tutto questo, a prescindere dalla tipologia di locale:i clienti vanno trattati bene(tutti), pagano e se si godono il pasto tornano, quindi.......







martedì 28 maggio 2013

Cosa combinate a tavola?

Buongiorno!, mi rivolgo a tutti, me compresa. Ogni mattino osservo i miei clienti mentre giungono alla sala colazioni nelle condizioni più disparate: assonnati, in formissima, canticchiando, talvolta imprecando al telefono con uno sfortunato interlocutore, spesso di poche parole, altre volte di ottimo umore. Il passaggio di fronte alla reception è veloce ma le vere tracce di "noi", le prime della giornata, quelle caratterizzanti, le lasciamo sul tavolo della colazione. Mi sono sbizzarrita a raccogliere scatti di tavole ancora calde, abbandonate dai clienti poco prima. Dopo un'accurata scelta ho fatto una divertente selezione di "tipi esemplari". E' davvero curioso  scoprire il layout della tavola di ciascuno. Vediamole!


IL QUASI INVISIBILE

Ordinato e silenzioso, quasi sempre finisce ciò che ha scelto ma talvolta lascia sul fondo della tazza un sottile strato di bevanda, permane al tavolo meno di 10 minuti, la tavola è pulita, nemmeno una macchia, un bel 9 glielo diamo eh?









IL GRUPPO DI TURISTI FRANCESI

I francesi in gruppo/famiglia sono uno spasso da vedere: mangiano voracemente e di gusto, la loro tavola non passa inosservata, tu porti loro un cucchiaino a testa e ne trovi 2/3 su ogni piattino.
Mangiano tutto: dolce, salato, amaro, piccante, non lasciano niente e fanno diverse "abbuffate" per una permanenza media di 30 minuti. Soddisfacenti ma troppo lenti... voto? 7






IL CLIENTE IDEALE 

Chissà cosa mangia? Non lo sapremo mai perchè è solito ritirare tutto e non lasciare tracce di sè. Potremmo chiamarlo il cliente ideale anche se avremo sempre il dubbio sulle sue preferenze. Avrà davvero mangiato? Cos'avrà prediletto? Dolci, salati? Di sicuro non ha consumato bevande.
Spesso questo tipo di cliente è silenziosissimo, fa diverse mini maratone nella hall, poi si siede, intrattiene una telefonata, sosta in sala colazioni per 20-30 minuti e poi fugge lasciandoci tutto il suo ordine. voto: 10 naturalmente!




IL CONFUSIONARIO

E' indubbiamente il più odiato dalle addette alla sala breakfast: carica quantità spropositate di cibo nel piatto, mangia velocemente, strappa con foga ogni incarto, avanza quasi tutto, sbriciola ovunque, accatasta piattini e vasetti, la tavola è una tavolozza di colori. Generalmente i disordinati a tavola sono gioviali, mentre "colazionano" cercano uno scambio di parole,  molto impegnativi da gestire perchè sempre alla ricerca di una posata in più o del succo di frutta aggiuntivo. Voto: eheheh... un 5 e mezzo




Ho appositamente generalizzato ma era per darvi un'idea di quanto siamo diversi a tavola!
 Ma ditemi di voi... sarei curiosa di darvi un voto!!!

domenica 19 maggio 2013

Al ristorante il cliente non ha sempre ragione

Il cameriere, quel simpatico signorino che ti regala un sorriso dal momento in cui ti porta il menù a quando ti saluta sull'uscio del locale, quello stesso cameriere che mentre mangiavi non ti ha perso di vista mai e ha soddisfatto ogni tuo singolo desiderio, che sogno! Beh..non va sempre così: a volte ci siamo sentiti trascurati, mal consigliati, esortati a lasciare il tavolo ad una certa ora. Insomma non sempre cameriere e cliente vanno d'amore e d'accordo. Dovremmo chiederci più spesso cosa non ha funzionato: abbiamo scelto un locale over-affollato che non lasciava spazio alle attenzioni? il cameriere è alla sua ultima giornata di lavoro ed è un tantino acido?Oppure oppure... abbiamo fatto qualcosa che non è piaciuto.
Mai pensato di non essere dei "buoni" clienti? Ecco: io ho preparato una mia personalissima lista di regolucce da osservare affinchè il cameriere possa apprezzarci e magari volerci un po' di bene.

PENTALOGO  DEL BUON CLIENTE

1- Durante la presentazione dei piatti del menù del giorno attendete che il cameriere concluda l'elenco prima di scegliere e rettificare 6000 volte: è uno spreco di energia, vostra e del cameriere.


2-Quando è in arrivo il vostro piatto non cercate di afferrarlo prima che questo venga posato di fronte a voi: potreste bruciarvi, far fuoriuscire eventuali liquidi e rovesciarveli addosso: che imbarazzo per tutti!


3- Durante la raccolta dei piatti non immischiatevi: non porgete piatti cercando di incastrarli a quelli che sono già tra le mani del cameriere. Quest'ultimo, professionista "pensante"ha già preventivato quanti piatti raccogliere, se ne sono rimasti alcuni sul tavolo probabilmente tornerà a prenderli appena possibile, se non accadrà allora avete avuto ragione di infastidirvi.

4-Non fermate il cameriere nel suo transito dalla sala alla cucina quando è carico di piatti: il cameriere non è un culturista, abbiate pietà di lui.

5- Smettiamola di chiedere il parmigiano grattugiato per ogni piatto, non è obbligatorio, anzi, sul pesce è fortemente sconsigliato. Fidatevi dei consigli dello Chef.

Chissà se lì tra voi c'è un cameriere o un cliente che vuole dire la sua... Lasciate un commento, sarei curiosa di sentire! :-)

A breve il "Pentalogo del buon cameriere"