giovedì 13 giugno 2013

Caro cameriere, ecco il tuo "pentalogo"

Fresca fresca di una serata poco soddisfacente in un ristorante, opero la mia inversione di campo e vi posto  il tanto atteso "Pentalogo del buon cameriere". Devo dire che sono una grande spaccamarroni sui ristoranti: io amo mangiar bene, ho una buona conoscenza dei cibi, una vera passione  per i piatti tipici, e se qualcosa va storto ci rimango piuttosto male. Io sono una di quelle che se mi parli di qualcosa che non sia il cibo mentre sto per degustare la prima portata  ti detesto! Mangiare è come ascoltare musica, ti siedi, ti rilassi ma rimani "sul pezzo", diventi un tutt'uno con l'azione che stai compiendo, attivi ogni ricettore per godere appieno di quello che "arriva", e questo vale per tutti i 5 sensi.
Ma, multinsensorialità a parte, ecco per voi tutto quello che secondo me non dovrebbe succedere quando passiamo una serata al ristorante.


PENTALOGO DEL BUON CAMERIERE 

1-LA CARTA! LA CARTA! 
Dopo la prima accoglienza la fase menù è importantissima: no alle letture a voce di un'infinita serie di piatti. Se il cameriere vuole sperticarsi a descrivere i piatti, romanzandoli e specificando curiosi dettagli sui cibi,è sicuramente un punto a suo favore, ma se la lettura dev'essere una poesia a memoria senza enfasi, magari con voce bassa e "mononota", è da evitare, crea confusione e mi viene voglia di scegliere l'ultimo piatto detto per evitare di perdere altri 5 minuti a rileggere da capo. Una bella carta risolve il problema e almeno noi clienti possiamo avere  un'idea sul prezzo.

2- L'ISOLA CHE NON C'E'
Non illudeteci sui piatti che compaiono sul menù e che in realtà non ci sono. Preferisco una crocetta a penna Bic oppure la specifica a voce subito. Sono particolarmente sfortunata e di sicuro sceglierei le uniche 3 cose che quel giorno sono assenti!

3-PIATTI IN DIFFERITA
A tutti noi piace mangiare un secondo con il suo contorno vero? Beh... e se il contorno arriva in ritardo? E quando si è in due a tavola e arrivano il tuo secondo con il contorno dell'altro e dopo 5 minuti gli altri due accompagnamenti? Ecco, questo non deve succedere perchè mi rovino il momento! Non si può partire dalla cucina con dei pezzi mancanti!

4-SCUSI.....
Non so a voi ma mi è successo di voler chiamare il cameriere e venire ignorati: iniziamo ricercando il suo sguardo, poi un cenno con la mano, a quel punto l'attenzione ce la meritiamo, e invece a volte il cameriere diventa stranamente frettoloso, quando passa "dalle tue parti" ha sempre la testa bassa e i passi sono più veloci. Caro cameriere non aspettare che il cliente si alzi per venire da te, è la cosa più fastidiosa che possa succedere.

5- CAFFE' ARRABBIATO
Avete mai notata la "descalation" della cura del cliente dall'antipasto al dolce? All'inizio c'è una grande attenzione alla posa del piatto, magari due parole sul contenuto, poi la cena procede e già nella spiegazione dei dolci noti una certa fretta, per non parlare del caffè che vorresti bere subito dopo il dolce e invece a volte arriva tardi. Il caffè, povero, è quello che ne fa le spese in questi casi: appoggiato sul tavolo con poca cura. E invece anche il lui vuole la sua parte; ho sempre apprezzato il gesto di una pizzeria vicino a casa che in chiusura ti porta due mini dolcini secchi con il caffè, è un piccolo dettaglio che fa la differenza, è come lasciare un bigliettino da visita, come a dire che non hanno fretta di liberare il tavolo.

Ovviamente tutto questo raramente succede nei ristoranti di super lusso, mi pare inutile dirlo. Ma un buon cameriere, ancor di più un buon ristoratore dovrebbe evitare tutto questo, a prescindere dalla tipologia di locale:i clienti vanno trattati bene(tutti), pagano e se si godono il pasto tornano, quindi.......







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